martedì 20 settembre 2011

Sanità: Oltre 4 milioni per comprare un immobile inutilizzabile. Con l’ombra della Quadra

"L'Azienda Sanitaria di Firenze ha speso oltre 4 milioni per comprare
un immobile inutilizzabile e con l'ombra della vicenda giudiziaria
Quadra sulle spalle". La denuncia arriva da Giovanni Donzelli e dai
consiglieri regionali del Pdl Stefano Mugnai, Stefania Fuscagni, Paolo
Marcheschi e Tommaso Villa, che sulla vicenda hanno presentato
un'interrogazione urgente in Consiglio regionale. L'immobile sotto la
lente dell'opposizione pidiellina si trova in via Ponte di Mezzo 27 a
Firenze. Si tratta di un complesso al centro di roventi polemiche
cittadine nonché dell'inchiesta Quadra. Da via Ponte di Mezzo l'unico
ingresso per il complesso è un tunnel di modeste dimensioni che
conduce in un cortile dove un tempo si trovavano alcune attività
artigianali e una piccola casina rosa, abitazione adesso soffocata da
palazzi di grandi dimensioni che hanno sostituito i bassi manufatti
delle attività artigianali. Su tutto il cortile indaga la Procura in
seguito allo scandalo Quadra, la società di progettazione che ha visto
tra i fondatori l'ex capogruppo in Palazzo Vecchio per il Pd Alberto
Formigli.

"L'immobile è stato acquisito dalla Asl 10, dopo un avviso pubblico,
per traferirci il Centro I Girasoli che ospita soggetti con problemi
psichici attualmente a San Salvi, per un valore di euro 3850000,00 più
350000,00 per l'arredamento. Totale: 4 milioni e duecentomila euro.
Erano due le proposte arrivate all'Azienda sanitaria alla scadenza
prevista dell'avviso, il 18 dicembre 2009. Tra le due, la proposta di
miglior prezzo è stata considerata quella della immobiliare New
Aabitare Srl per l'immobile in via Ponte di Mezzo 27. L'immobile è
stato poi acquisito in via definitiva alla Regione il 19 gennaio 2010.
L'Immobiliare New Abitare, invece, è diventata proprietaria del
complesso il giorno seguente l'acquisizione da parte della Regione,
ovvero il 20 gennaio 2010, pagando l'immobile, da adattare, 1milione e
350.000 euro. Insomma - spiegano i consiglieri del Pdl – 2 milioni e
mezzo di differenza per il doppio passaggio di proprietà e i lavori di
adeguamento".

"Ciò che balza maggiormente agli occhi, a parte le cifre e la storia
dell'immobile, è la non corrispondenza tra l'unico accesso
all'immobile e le normative anti incendio", attacca Donzelli insieme
ai colleghi del Pdl. "Il tunnel di ingresso in via Ponte di Mezzo è
alto 295 cm e largo 325 – spiegano gli esponenti del Pdl – ma il
Decreto ministeriale del 18 settembre 2002 prevede che l'accesso alle
strutture sanitarie, anche quelle in regime residenziale a ciclo
continuativo e/o diurno, deve avere come larghezza minima 3,50 m e
come altezza libera almeno 4 metri. Risulta evidente quindi che la
struttura comprata dalla Asl 10 sarà inutilizzabile nel rispetto delle
normative antincendio».

«La trasformazione dell'immobile in questione inizia con il permesso a
costruire n. 158 del 2007, rilasciato il 29 giugno 2007 e poi
dichiarato decaduto. In data 23/05/2008, l'immobile diventa di
proprietà dell'Alfa Immobiliare Srl di Francesco Bini, coinvolto nelle
inchieste urbanistiche di Firenze e in attesa di giudizio. Il
progettista che si incarica della trasformazione diventa Marco
Bordignon, anche lui coinvolto nelle inchieste urbanistiche
fiorentine, con la variante 2775 depositata sempre il 23/05/2008,
stesso giorno del cambio di proprietà, e requisita dalla Procura. Dopo
l'acquisto della Regione e il temporalmente seguente passaggio dalla
Alfa Immobiliare alla New Abitare srl che l'aveva venduto
preventivamente alla Regione, viene presentata un'ulteriore variante
con la pratica 1297 del 18/03/2010 sempre a firma di Marco Bordignon.
Per gli uffici urbanistici del comune di Firenze – illustra Donzelli
insieme ai suoi colleghi – è stato responsabile per lungo periodo di
questo procedimento Bruno Ciolli, accusato di corruzione nella vicenda
Quadra e la cui figlia, Monica Ciolli, è socia di Francesco Bini della
Alfa Immobiliare nella società denominata Pentagono".

I consiglieri del Pdl hanno presentato un'interrogazione a Rossi,
all'epoca assessore regionale competente al diritto alla salute, per
chiedergli se "è a conoscenza della vicenda, se reputa corretto,
opportuno e trasparente il comportamento dell'Asf in merito a questa
acquisizione, se il criterio del miglior prezzo con cui si provvede
all'acquisizione di beni da parte delle Aziende sanitarie è assoluto o
al metro quadro, se dopo l'acquisto da parte della Regione sono state
previste modifiche rispetto a quanto richiesto e stabilito con
l'evidenza pubblica, se non reputa che la Asf avrebbe risparmiato
soldi pubblici comprando direttamente il bene e procedendo tramite
gara ad affidare i lavori di adeguamento del bene e cosa c'è scritto
nella valutazione favorevole di congruità ed idoneità funzionale alla
luce del DM 18 settembre 2002"