mercoledì 11 aprile 2012

A Firenze dilagano illegalità e degrado

Sopralluogo con Moretti e Roselli nella periferia nord-ovest della città

“A distanza di pochi metri due situazioni di degrado estremo: una baraccopoli con decine di occupanti, e un agglomerato di capannoni dove i cinesi vivono, producono e vendono negli stessi spazi, contravvenendo evidentemente ad ogni norma igienica, di sicurezza e fiscale”. Questo il commento di Giovanni Donzelli e di Emanuele Roselli, rispettivamente Consigliere regionale e Consigliere comunale del PdL, che questa mattina, insieme anche al Consigliere pidiellino del quartiere 5 Chiara Moretti, hanno effettuato un sopralluogo nella zona compresa tra via Pratese ed il centro commerciale Ikea.

“Abbiamo portato telecamere e giornalisti a vedere una Firenze che non compare nei volantini patinati di Renzi, una Firenze di cui il Sindaco preferisce non parlare nelle pagine dei suoi libri, ma che purtroppo è la difficile realtà quotidiana che devono affrontare le decine di fiorentini che ci hanno segnalato ripetutamente queste ed altre situazioni di degrado – spiegano i tre esponenti del PdL – Sia nella baraccopoli che nei capannoni cinesi i bambini si trovano a giocare tra i rifiuti. Questo è il risultato della politica delle porte aperte a tutti, politica tanto amata da Renzi ed in perfetta continuità con le precedenti amministrazioni di centrosinistra”.

“Da come è strutturata la baraccopoli risulta evidente che l’insediamento abusivo non è né recente né temporaneo. Varie etnie, tra cui rumeni, albanesi e magrebini, convivono senza alcun controllo, probabilmente ospitando anche clandestini e fuggitivi. Per questo – proseguono Roselli e Moretti – presenteremo un’interrogazione urgente al comune e al quartiere per capire quali provvedimenti, controlli o percorsi di tentata integrazione siano stati effettuati dall’amministrazione comunale per superare questa situazione indegna sia per Firenze, sia per le persone che vi risiedono”.

“I giochi dei bambini accanto alle postazioni di lavoro nei capannoni cinesi dimostrano come la sinistra abbia fallito non solo nell’integrazione, ma anche nella tutela dei diritti dei lavoratori. Abbiamo anche provato a comprare un oggetto in uno di questi stanzoni, non c’era nessun prezzo esposto, praticamente nessuna insegna o indicazione in italiano e, superfluo dirlo, di scontrini fiscali nemmeno l’ombra – racconta Donzelli – Speriamo che oltre alle gioiellierie di Ponte Vecchio, i dovuti controlli arrivino anche qui”.

“Firenze non è solo la cartolina che Renzi vuole sfruttare per la sua carriera nazionale. Le periferie di giorno, così come il centro storico di notte, mostrano la faccia di un degrado che il centrosinistra con l’inefficiente buonismo non riesce ad arginare” concludono Donzelli, Roselli e Moretti.