mercoledì 2 maggio 2012

Cannabis terapeutica: il no del PDL

La Lega si astiene e salva la sinistra.

Gasparri «Vergogna» Ammirati e Mugnai (Pdl) «La politica non si sostituisca alla scienza. No a una legge-manifesto»

"E' da considerarsi poco meno di cartastraccia la legge approvata dalla regione Toscana sui farmacicannabinoidi." Attacca frontalmente la sinistra Toscana il capogruppio del PDL al Senato, Maurizio Gasparri.
"Non c'e' alcuna certezza scientifica della loro efficacia ed e' anzi una speculazione vergognosa far leva suldolore di tanti malati per compiere il primo passo verso laliberalizzazione della cannabis. Di certo c'e' solo una cosa.La droga uccide sempre e comunque. Una proposta come quella approvata dal Consiglio toscano non trovera' mai alcun tipo diseguito a livello nazionale".
Anche il gruppo consiliare del Pdl ha espresso voto contrario, stamani in Consiglio regionale «nei confronti di una legge-manifesto che non risolve i problemi dei malati e attraverso la quale la politica, sbagliando, tenta di sostituirsi alla scienza». Con queste argomentazioni si sono espressi in aula a nome di tutto il gruppo il Vicecapogruppo vicario del Pdl Paolo Enrico Ammirati e il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai sulla proposta di legge n. 58 Disposizioni in materia di utilizzo di farmaci cannabinoidi nella terapia del dolore.
«Come è stato assicurato dai funzionari in Commissione – ha spiegato Mugnai in Aula– questa legge non cambierà sostanzialmente nulla rispetto a procedure di accessibilità a questi farmaci che oggi prevedono un iter che va dalla richiesta del medico curante al nulla osta delle dogane, con interventi di assistenza delle Asl di riferimento e trasmissione della richiesta a livello ministeriale come passaggi intermedi. Ripeto, la legge regionale non cambierà pressoché nulla. Si tratta, per vostra stessa ammissione, di una legge-manifesto che non punta tanto a risolvere i problemi, quanto a mandare un messaggio politico. Io sono in grave difficoltà a pronunciarmi sull’utilità o meno di un farmaco piuttosto di un altro: questa è competenza di organismi scientifici appositi. Non è la politica, a deciderlo. Non una maggioranza, regionale o parlamentare che sia».

Il Pdl una proposta l’aveva: mettere a punto un atto di indirizzo al governo e agli organi scientifici.
«Anche perché – ha aggiunto Mugnai – come mai allora pensare solo ai cannabinoidi? Sono molti i principi attivi non autorizzati in Italia. Per altro su una questione delicata come la terapia del dolore, che ha implicazioni in tematiche come il fine vita e le malattie terminali, l’obiettivo deve essere quello di massimizzare i benefici per chi soffre. Su un ragionamento serio e complessivo, saremmo stati disposti a seguirvi. Su una legge-bandiera che si presta a strumentalizzazioni, francamente no».
«Talvolta – ha osservato dal canto suo Ammirati esprimendo la dichiarazione di voto – la maggioranza che governa la Toscana si fa prendere dalla fretta per essere la prima della classe. Si tratta però di una materia trasversale, che attiene le coscienze dei singoli, e proprio perciò dispiace che con qualche fretta di troppo si rischi di far assumere connotazioni politiche a un problema che politico non è e sul quale non accettiamo strumentalizzazioni. Mancano dati scientifici che ad oggi purtroppo non ci sono, e questa legge non supera alcuno dei problemi che i malati quotidianamente affrontano. Per questo, come gruppo, esprimiamo voto contrario. Tra l’altro la maggioranza teneva così tanto a questa legge che, se non fosse arrivato il ‘soccorso’ dei due consiglieri della Lega, non avrebbe avuto il numero legale per votarla».