mercoledì 6 giugno 2012

Rossi si ostina con modello economico fallito

Il tessuto di sviluppo toscano è in piccole, medie e micro aziende

«Siamo delusi: Rossi si ostina in un modello economico già fallito che fa riferimento ai distretti e alle grandi imprese. La Toscana che produce non è questa, bensì quella composta da una miriade di piccole, medie e micro imprese. E’ ad esse che la Regione deve rivolgere le proprie politiche economiche di incentivazione e sostegno, se vuole che la Toscana superi la sfida della crisi in cui è sprofondata». La sentenza arriva dal Pdl per bocca dei Consiglieri regionali Nicola Nascosti (Vicepresidente Commissione Sviluppo economico) e Giovanni Donzelli, che replicano seccamente alle dichiarazioni rilasciate ieri dal governatore toscano Enrico Rossi in occasione della presentazione del rapporto Irpet sull’economia toscana.

«Le parole di Rossi – affermano Nascosti e Donzelli – confermano la predilezione personale del governatore verso un modello industriale che non ha funzionato. A dimostrarlo ci sono le crisi di realtà grandi come Breda, Lucchini o Eaton. Si tratta di vertenze industriali che testimoniano quanto inadeguata sia la politica di scarsa attenzione verso le piccole, medie e micro imprese che invece davvero rappresentano il tessuto connettivo, l’asse portante del sistema economico toscano. Eppure, queste realtà imprenditoriali che sono la colonna vertebrale del nostro sviluppo hanno spesso difficoltà ad accedere agli strumenti di sostegno e agli incentivi previsti dalla Regione, che fissa soglie di accesso parametrate proprio sulla grande e media impresa e su un modello, quello dei distretti, che ha dimostrato tutta la propria inefficacia».

Il futuro prossimo offre nuove sfide: «In Consiglio regionale – osservano gli esponenti del Pdl – sono molte le occasioni che ci si presenteranno a breve per correggere gli errati indirizzi affermati ieri da Rossi. Innanzitutto c’è la proposta sulla programmazione della grande distribuzione, il cui testo già centra degli obiettivi in favore delle pmi ma che senza dubbio può e deve essere rafforzato proprio negli elementi di tutela del piccolo commercio come delle botteghe tradizionali. Non solo, perché dovremo anche affrontare la legge sulla competitività di cui noi stessi come Pdl abbiamo presentato una proposta. Saranno proprio questi gli strumenti entro i quali cercheremo di incidere a favore della piccola e media impresa e delle micro imprese. E poi c’è il Piano regionale di sviluppo economico, che dovrebbe essere lo strumento principe di programmazione economica della Regione. Sono occasioni. Non dobbiamo perderle».