lunedì 24 settembre 2012

Fuori dalle nostre liste chi ha guai con la Giustizia

Chiunque è innocente fino all'ultimo grado di giudizio. Giusto.

 Silvio Berlusconi è stato oggetto di una incredibile e ingiusta persecuzione giudiziaria. Vero.

Una parte della magistratura è acciecata dall'odio ideologico e usa la toga come strumento di lotta politica. Verissimo.

Ma non possiamo più fermarci qui e autoassolverci come partito.
La selezione della classe dirigente non ha funzionato. Troppi, veramente troppi, sono i casi eticamente incompatibili con una buona Politica. Non si tratta di ex AN o ex FI, di vecchi o di giovani.
Il mostro che ci sta divorando è trasversale alle origini e alle generazioni.
Dobbiamo rimediare immediatamente.
Stare a destra dovrebbe voler dire prima di tutto etica ed estetica nel modo di concepire ogni atto della propria vita pubblica e anche privata.
Amore per il Giusto, il Vero ed il Bello.

Una donna o un uomo di destra, se ha l'onore di servire le Istituzioni, le rispetta con sacralità.

Il mostro però ci sta divorando e al nostro popolo sovrano arriva un'immagine degli uomini di centrodestra nelle Istituzioni completamente opposta a quella che dovrebbe essere.
In Italia c'è una eccezionale crisi economica. La sfiducia nella politica è comprensibilmente a livelli allarmanti.
La delusione verso il centrodestra è straordinaria.
A sbagliare sono stati solo alcuni, ma a rimediare dobbiamo pensarci tutti. Straordinaria ed eccezionale deve essere la nostra reazione.
Ecco la mia proposta: non candidiamo nelle nostre liste alle prossime elezioni politiche chi ha guai con la Giustizia.
Una proposta semplice che ad alcuni potrà sembrare scontata e ad altri un'offesa personale.

Nessuno invochi in tutta risposta il garantismo. Sotto al tappeto di questo principio di civiltà giuridica, in questi anni abbiamo nascosto troppe schifezze.

Certo che ciascuno resta innocente fino all'ultimo grado di giudizio, questo principio resta. Ci mancherebbe altro! Propongo di aggiungere, in una fase eccezionale come questa, una regola straordinaria:
l'opportunità politica. Chi ha ombre sulla propria correttezza, pur restando innocente fino all'ultimo grado di giudizio, stia fuori un turno dalle Istituzioni, semplicemente per opportunità politica.

Se ha veramente a cuore il bene del centrodestra ed è ingiustamente tirato in ballo dalla Magistratura, aiuterà il partito lavorando al di fuori dalle Istituzioni. Poi, non appena avrà dissipato ogni ombra sulla propria correttezza, tornerà a candidarsi.

Come tutte le regole dobbiamo prevedere le dovute eccezioni in entrambe le direzioni. Ci sono casi di evidente persecuzione giudiziaria, come nel caso di Silvio Berlusconi, così come ci sono situazioni che al momento non hanno avuto riscontri giudiziari ma che invece ledono palesemente l'immagine del centrodestra.

Ma non dobbiamo nasconderci dietro le eccezioni: serve una reazione dirompente nella sua trasparenza.
Se prendiamo misure eccezionali, chiare e riconoscibili potremo provare a far rinascere un centrodestra in Italia; altrimenti smettiamola di fare proclami ipocriti.

Firma la petizione on line in sostegno a questa proposta