martedì 16 aprile 2013

Vogliamo uno sforzo comune per salvare l’Ospedale di Cecina

Chiediamo che la Giunta regionale si impegni a porre immediato rimedio alla situazione di incertezza che sta attraversando il territorio della Val di Cecina, rendendo pubblico e trasparente un Piano Sanitario che illustri in maniera compiuta quali siano gli obiettivi e le metodologie organizzative del Servizio Sanitario pubblico per quest’area.
A distanza di pochi giorni dall’incontro della Commissione regionale “Sanità” con le Istituzioni locali ed il “Comitato pro Ospedale” di Cecina, ho presentato, unitamente ai colleghi Paolo Marcheschi e Marina Staccioli, una mozione in Consiglio regionale a difesa del presidio ospedaliero.
Alla fine dell’incontro ricorda Donzelli avevo sostenuto la necessità, condivisa anche da altri, di preparare uno specifico documento sulla questione. Con la proficua collaborazione dei consiglieri comunali Marzini e Gasperini di Cecina Insieme, è stata redatta questa mozione nella quale non abbiamo volutamente inserito alcun logo politico perché auspichiamo che a sottoscriverla siano quanti più consiglieri possibili.
Non ci risulta che i Sindaci della Bassa Val di Cecina abbiano mai prodotto un documento di programmazione organico in grado di fornire il necessario indirizzo politico alla direzione sanitaria per cui, la totale mancanza di un Piano Sanitario trasparente impedisce di fare valutazioni oggettive sulla capacità della dirigenza di mettere in pratica quanto deciso dagli atti di indirizzo politico.
Nel dettaglio, sollecitiamo la Regione ad intervenire presso la ASL 6 affinché i locali adiacenti l'attuale TISI (ex UTIC) siano destinati alla degenza dei cardiopatici in fase non acuta ed a provvedere all'istituzione di un numero di posti letto coerente con il numero di abitanti della Bassa Val di Cecina (un aumento di circa 170 unità) nonché a garantire, nel tempo, la normale e continua apertura delle sale operatorie.
La Regione si deve attivare urgentemente perché sia sbloccata la oramai insostenibile lungaggine delle liste d’attesa, una tra le maggiori criticità presenti nel Sistema Sanitario toscano che permane soprattutto a carico di coloro che si trovano socialmente ed economicamente ai margini della società e di intervenire rapidamente per avviare la normale funzionalità del CUP e per garantire al reparto di Ginecologia Ostetricia adeguato personale, tenendo conto del trend di crescita che ha avuto in questi anni e del ridimensionamento del Punto Nascite della vicina Volterra, il cui bacino d'utenza si sposta, quindi, sull'Ospedale di Cecina.
Ci auguriamo adesso di avere molte adesioni alla nostra iniziativa perché per vincere le sfide e trovare adeguate soluzioni ai problemi è determinante essere uniti e solidali muovendosi responsabilmente, al di là delle singole colorazioni politiche: oggi, per gli abitanti della Val di Cecina, questo significa battersi per il mantenimento del loro ospedale ma, più in generale, per la salvaguardia dei propri diritti.