giovedì 16 maggio 2013

Approvata la mozione per la divisione tra banche commerciali e banche d'affari

Il consiglio Regionale ha approvato a stragrande maggioranza, unico astenuto Taradash, una mozione scritta dal collega Chiurli che ho firmato e sottoscritto. In questa mozione si chiede la divisione tra banche commerciali e banche d'affari. E' un punto centrale del programma di Fratelli d'Italia. Riporto il testo così da permettere a tutti coloro che sono eletti nelle Istituzioni di ripresentarla.




OGGETTO:  SEPARAZIONE BANCARIA E RIFORMA NORMATIVA SECONDO IL MODELLO DELLA LEGGE GLASS - STEAGALL

                                                   

Il Consiglio Regionale della Toscana, 


                                        Premesso che

·  è in atto una grave crisi economica a livello globale che ha minato e sta minando anche la base produttiva di innumerevoli attivita’ imprenditoriali ed industriali della nostra Regione Toscana e di tutte le altre Regioni italiane;
·  assistiamo al collasso delle imprese e delle famiglie, alla revoca dei crediti, alla non concessione di nuovi crediti, ad un aumento vertiginoso delle procedure concorsuali, a disastrosi tagli occupazionali;
·  questa crisi ha carattere strutturale e trova la sua radice nelle disfunzioni del sistema bancario - finanziario e nel suo contrastato rapporto con la c.d. economia reale;
·  Gli organi di vigilanza nazionali e internazionali ed i mercati finanziari hanno contribuito a generare la crisi principalmente attraverso la creazione di un eccesso di rischio ed a prolungarla attraverso l’assorbimento di fondi pubblici destinati ai salvataggi bancari che avrebbero potuto avere una diversa e più’ efficace destinazione: elementi, questi, di per sè sufficienti a permettere di considerare il funzionamento del sistema bancario, con le sue pericolose ripercussioni sulla economia reale, uno dei più seri problemi strutturali, se non il più’ serio che il capitalismo contemporaneo si trova oggi a fronteggiare;
·  con l’ondata di fusioni e di acquisizione rese possibile dalla deregolamentazione gli istituiti bancari sono diventati grandi a tal punto che il loro fallimento viene considerato come una eventualita’ tanto disastrosa da utilizzare i soldi dei contribuenti per evitarlo;
·      non sono le banche di piccole e medie dimensioni, i piccoli istituti operativi che raccolgono risparmi privati delle famiglie e danno credito principalmente alle attività’ economiche del territorio ad avere creato la crisi, bensì  i grandi colossi che hanno abdicato alla funzione di sostegno alla economia per dedicarsi alla finanza speculativa, alimentata da banche di investimento internazionali, e consentita nel recente passato da alcune zone di ombra di applicazione delle norme prudenziali;
·      solo il riconoscimento del ruolo delle Banche commerciali sarebbe  un vero strumento  per la crescita e la ripresa, perché permetterebbe di distinguere gli investimenti destinati alle attività’ produttive  dai fondi  immessi nel sistema  bancario solo per coprire le perdite della speculazione;
·      se le Banche venissero nuovamente separate si creerebbe un nuovo ordine finanziario e gli speculatori sarebbero lasciati alla loro sorte senza compromettere i flussi finanziari connessi  alle attività’ della economia reale ed i nuovi crediti emessi non finirebbero nel grande gioco d’azzardo della finanza speculativa;
·      le Banche dovrebbero investire i risparmi depositati dalla gente a servizio della economia reale : remunerando i depositi e concedendo i prestiti;
                                         Ricordato che
·      con la legge detta Glass - Steagall del 1933, voluta dal Presidente degli stati Uniti F.D. Roosevelt, cancellata con una firma da Bill Clinton nel 1999, si era disposto la separazione  tra attività bancaria tradizionale ed attività bancaria di investimento: da una parte le banche dedicate  al credito per le famiglie e dall’altra le banche che giocano in borsa  con i soldi degli investitori privati;
·      in particolare la “ratio” della separazione tra banche commerciali e banche di investimento contenuta nella legge suanzi menzionata era quella di evitare che il fallimento dell’intermediario comportasse altresì  il fallimento della banca tradizionale, impedendo di fatto che l’economia reale fosse direttamente esposta al pericolo di eventi negativi prettamente finanziari;
                                             Visto che
·      in Italia con il Testo Unico Bancario del 1993 è stata di fatto rimessa in piedi una commistione tra Banche commerciali e Banche d’affari, abolendo la Legge Bancaria del 1936 con cui fu introdotto in Italia lo standard americano della Legge Glass – Steagall;
·      in particolare con il processo che va dalla legge Amato ( 1992 ) alla legge  Draghi ( 1998) si è passati ad un regime in cui, abolite le specializzazioni, le Banche sono diventate Banche universali, e cioè fanno tutto, compresa l’attivita’ bancaria di affari;
·      il Fondo di Tutela dei depositi si trova a proteggere banche che mettono a repentaglio i risparmi dei cittadini speculando sui mercati finanziari con la loro divisione investment;
                                     Preso atto che
·      nessun prezzo è stato chiesto alle Banche fonte della crisi, ed i meccanismi speculativi non sono stati bloccati e nemmeno arginati ;
·      se è vero che il sistema bancario è irrinunciabile e deve essere  difeso, è anche vero che dobbiamo pensare agli italiani;
·      per far fronte alla crisi è urgente garantire l’accesso al credito alle famiglie ed alle imprese e ridimensionare, con gli opportuni strumenti legislativi, il potere degli squali della finanza;
·      è necessario rilanciare il lavoro produttivo ed arrestare la distruzione sistematica di ricchezza che va a colpire la classe media  che vede diminuire le disponibilità’ economiche;
·      è altresì opportuno eliminare la finanziarizzazione della  economia e ripristinare regole anti speculative per il settore bancario – finanziario;
·      è auspicabile  che il Governo italiano, in applicazione della invocata riforma finalizzata alla separazione bancaria, conferisca alla Bce il potere di fissare regole che distinguano tra investimenti finanziari utili all’economia reale e quelli ad elevato rischio connessi a operazioni finanziarie di natura speculativa, soltanto i primi da favorire e i secondi da utilizzare in un segmento specifico del mercato finanziario in cui ogni investitore sia responsabile di ciò che rischia e le direttive autorizzate ad essere operative siano costrette ad osservare rigorosi limiti operativi e di capitale;
                       Considerato che
·      l’uscita di sicurezza  consiste  nel rimettere la politica e lo stato  al di sopra della finanza, riportando quest’ultima al suo ruolo  che è quello  di fornire capitali  alle attivita’ produttive;
   Il Consiglio Regionale della Toscana,  tanto premesso, dato atto, visto e considerato
                                impegna la Giunta Regionale
·      ad attivarsi affinchè il Governo Italiano promuova una riforma normativa volta ad affermare la separazione tra Banca commerciale e Banca d’Affari secondo i principi ed il modello della legge Glass – Steagall;
·      ad attivarsi nella promozione di tale riforma normativa, tenendo conto della esigenza di valorizzare un modello di Banca tradizionale, non speculativa, riconoscendone la specificita’ ed il ruolo economico e sociale.