martedì 14 gennaio 2014

La Toscana crea ulteriori problemi ai bambini con disturbi di apprendimento









Per poter accedere ai sostegni previsti per i bambini con disturbi di apprendimento come dislessia, disgrafia e disortografia è necessario che la malattia venga prima di tutto riconosciuta e poi diagnostica e quindi certificata. In quasi tutte le Regioni esiste, come previsto dalla legge nazionale, una collaborazione con i medici specialisti privati, magari riconosciuti in un apposito albo, o comunque un sistema pubblico semplice e snello. In Toscana invece si prevede che questo servizio possa essere svolto solo dalle strutture private accreditate con il sistema precedente che prevedeva nelle strutture la presenza di tre specialisti diversi. Per questo motivo in Toscana prima di veder certificato il DSA, disturbo specifico di apprendimento, le famiglie con i bambini affetti passano mesi in code e giungle burocratiche, mesi invece fondamentali per la serenità del bambino e per la creazione di un ambiente consapevole ed inclusivo.
Mesi sprecati che rischiano di aggravare le situazioni per i bambini affetti, ma di creare situazioni spiacevoli anche per i compagni di classe, gli insegnanti e tutte le famiglie che frequentano il mondo della scuola. Insieme a Marina Staccioli e a Paolo Marcheschi abbiamo presentato in Consiglio Regionale un’interrogazione ed una mozione per modificare la delibera della Giunta Rossi che ha causato questa incresciosa situazione.
La Legge nazionale n. 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, recita che la diagnosi dei DSA e’ effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed e’ comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell’ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate.
La Regione Toscana, con la delibera n. 1159 del 17/12/2012, ha recepito solo in parte la legge nazionale in quanto non contempla l’iter di accreditamento per gli specialisti, prevedendo unicamente l’applicazione delle modalità di accreditamento delle strutture private già in vigore. Dunque, non solo non si è minimamente tenuto conto delle specificità della diagnosi di DSA ma anche del fatto che molta parte del lavoro nelle unità di psicologia dell’infanzia venga svolto da tirocinanti, cosicché il professionista specialista psicologo privato viene fortemente penalizzato e discriminato anche in termini di competenze richieste, poiché all’interno del Servizio pubblico operano professionisti che molto spesso non hanno una comprovata esperienza formativa e professionale in materia di DSA.
Inoltre non sono stati definiti i requisiti inerenti alla formazione sui DSA per i professionisti che operano all’interno di strutture private accreditate e del SSN: la difficoltà di adeguamento alle richieste tecniche ha portato all’accreditamento di poche strutture private in tutta la Toscana, mantenendo invariato il monopolio del Servizio pubblico. Quest’ultimo, in caso di pregressa valutazione effettuata da uno specialista privato, prevede una rivalutazione dopo almeno sei mesi, rallentando notevolmente il percorso di certificazione e presa in carico da parte della scuola.