venerdì 31 luglio 2015

Renzi, la pensione pagata dai fiorentini e le finte dimissioni

Si è fatto fare un bel contratto da dirigente a tempo indeterminato dal babbino per farsi pagare i contributi con i soldi dei fiorentini. Che oggi ha puntualmente incassato. Anche se in pochi ne parlano, ecco a voi il capolavoro del signor Matteo Renzi da Rignano.

Ricostruiamo velocemente la vicenda, emersa nel 2013 grazie ad una doppia interrogazione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Francesco Torselli

Nell’ottobre 2003 Matteo Renzi viene assunto con un contratto dalla Chil, azienda del padre Tiziano, che gli sostituisce il contratto co.co.co. da 500 euro al mese con uno a tempo indeterminato da dirigente che gli frutta uno stipendio da 4.400 euro lordi al mese (con tanto di tredicesima e quattordicesima).

Un giochetto montato ad arte, guarda caso, poco prima di diventare presidente della Provincia, quando Renzi già sapeva che sarebbe stato candidato e molto probabilmente eletto. Secondo la legge, infatti, è l’ente pubblico per il quale ricopri l’incarico a pagare i contributi figurativi anche se entri in aspettativa. Il presidente della Provincia eletto nel giugno del 2004 (e poi il sindaco di Firenze) ha beneficiato così del versamento dei contributi da parte dell’ente locale ai fini della pensione e del tfr calcolata su uno stipendione che il padre non ha praticamente mai pagato.

Oggi si scopre che il premier ha riscosso i soldi che gli hanno pagato i fiorentini: circa 48mila euro.

Eppure Renzi aveva annunciato al Fatto Quotidiano di essersi dimesso dall’incarico rinunciando ai contributi.

Per di più, ancora un caso forse, il tfr di Renzi è stato salvato dal fallimento dell’azienda di Renzi grazie alla cessione del ramo d’azienda alla ditta della mamma del premier. La Chil e i suoi amministratori sono infatti finiti sotto processo per bancarotta fraudolenta. Quella stessa azienda a cui la Regione Toscana ha pagato i debiti tramite Fidi Toscana, vicenda emersa solo da una mia denuncia.

Questi soldi non sono mai stati restituiti ai cittadini toscani.

In tutto questo pochissimi giornali (Fatto, Giornale, Libero, Panorama) hanno riportato queste notizie. Vi sembra normale?