lunedì 26 ottobre 2015

Forteto: dalla Regione 93mila euro ad associazione che mette in dubbio abusi

La Regione Toscana decide di assegnare 93mila euro del bando per sostenere chi ha subito le angherie del Forteto ad un progetto presentato dall'associazione Artemisia, che definisce le vittime del Forteto come 'presunte'. Un fatto grave perché mette in discussione la recente sentenza del tribunale di Firenze, oltre che il lavoro della commissione d'inchiesta: è l'ennesimo schiaffo alle vittime.


Ho presentato una mozione in Consiglio per chiedere il congelamento del bando e l'esclusione di ogni progetto che metta in dubbio i fatti accaduti al Forteto, oltre alla rimozione del dirigente responsabile, Vinicio Biagi, lo stesso che firmò una relazione in cui difendeva il Forteto dalla sentenza della Corte europea di Strasburgo e che ha impiegato quasi un anno per produrre questo scempio.

L'assessore Saccardi aveva lanciato questo bando che rappresentava un tentativo di pacificazione fra le vittime e le istituzioni che per troppi anni avevano ignorato, omesso, o fatto finta di non vedere le atrocità che accadevano in quella comunità. 
Con questa decisione oggi la Regione perde l'ultima occasione per tendere la mano in maniera credibile a queste persone che oggi sono a patire pesanti conseguenze psicologiche, oltre che economiche, per aver denunciato i fatti che hanno portato alla giustizia e alla verità che tutti conosciamo. 

Descrivendo la 'analisi del contesto e dei bisogni' il progetto di Artemisia parla di 'maltrattamenti e abusi di cui sarebbero stati vittime i minori accolti all'interno del Forteto', che 'rappresenterebbero un trauma', di 'presunte vittime' e del Forteto, che 'si sarebbe caratterizzato, secondo i racconti, come una comunità chiusa'. Questi fatti sono invece stati accertati grazie al prezioso lavoro della commissione regionale d'inchiesta nella scorsa legislatura regionale, oltre che da una recente sentenza del tribunale di Firenze, che ha seguito altre sentenze definitive comminate negli scorsi 30 anni.

Si tratta di una scelta incomprensibile, se non attraverso legami e connivenze che ancora esistono tra la Regione, i suoi rappresentanti politici e i dirigenti, con la rete di protezione intorno al Forteto. 
E' inaccettabile che si assegnino ancora risorse con questi criteri, umiliando ancora una volta le centinaia di persone che hanno subito acclarate angherie.



DI SEGUITO IL TESTO DELLA MOZIONE


OGGETTO: dirigente Vinicio Biagi e interventi in sostegno delle vittime del Forteto

PREMESSO CHE

- un dirigente della Regione Toscana, Vinicio Biagi, il 31/5/2001 firmò per conto della Regione una relazione sul Forteto indirizzata al Ministero degli Esteri in cui contestava la sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo che nel 2000 condannò l'Italia (prot. Regione Toscana 105/16769/08-07) e nella quale, di fatto, avallava il sistema di "famiglia funzionale", all’origine degli abusi accertati dalla sentenza del tribunale di Firenze del 17 giugno 2015;

- nella suddetta lettera descrisse la struttura come di una comunità con ‘spiccata attenzione ai bisogni dell’altro’, ‘esperienza consolidata nel tempo’, di ‘una grande famiglia, un po’ insolita’ e addirittura, riferendosi ad un incontro avvenuto in Mugello, di un clima ‘sereno e collaborante, anche se un po’ disturbato dalla sentenza della Corte di Strasburgo le cui ragioni appaiono poco comprensibili’;

- Vinicio Biagi è tutt’oggi dirigente della Regione Toscana per il settore “Diritti di cittadinanza e coesione sociale” e che nel 2014 ha guadagnato uno stipendio lordo da 125 mila euro e premiato per la sua produttività con una retribuzione aggiuntiva da 16.457 euro;

CONSIDERATO CHE

- il suddetto dirigente è stato incaricato dalla giunta regionale ad occuparsi del bando approvato con delibera 1198 del 15/12/2014, avente per oggetto “Approvazione bando finalizzato al finanziamento di progetti per interventi di interesse regionale a soggetti del terzo settore” e destinato nello specifico a “progettualità per la riacquisizione di autonomia per minori e giovani in uscita dalla comunità Il Forteto e vittime di abusi”;

- con grave ritardo, dopo ben dieci mesi, il progetto approvato in merito è quello presentato dall’associazione Artemisia;

- nella premessa del progetto, in particolare descrivendo la “analisi del contesto e dei bisogni”, il progetto parla di “presunte vittime” ed utilizza imbarazzanti condizionali su fatti accertati da una commissione d’inchiesta regionale sull’affidamento dei minori, oltre che da una sentenza del tribunale di Firenze;

- una siffatta descrizione del contesto dequalifica il lavoro di questo stesso Consiglio regionale e dei magistrati, oltre a rappresentare l’ennesimo schiaffo per le vittime del Forteto;

Tutto ciò premesso,

SI IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

- a congelare la sopracitata assegnazione dei contributi all’associazione Artemisia e ad escludere ogni progetto che metta in dubbio i fatti accaduti al Forteto ed accertati con una sentenza del tribunale di Firenze;

- a rimuovere Vinicio Biagi dal suo incarico del settore “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”