martedì 4 ottobre 2016

Immigrati, ecco i bandi delle Prefetture: nessuna richiesta sugli scontrini

Dopo il lancio della proposta di legge "Taglia-business immigrati" (per firmare: www.leggeimmigrati.it) in molti mi chiedono, increduli, come sia possibile che una cooperativa (o chi per essa) non debba mostrare i giustificativi di spesa dei soldi per l'accoglienza.

Purtroppo è così, ad oggi non c'è nessun obbligo: proprio per stroncare il business che si è creato vogliamo cambiare la legge. A dimostrarlo ci sono gli schemi di convenzione delle Prefetture.


Qui sotto trovate due esempi lontani territorialmente ma simili nelle regole:


Bari



e Milano


Solo alcune Prefetture sparse per l'Italia, a dire il vero poche, chiedono timide rendicontazioni. Qui sotto l'esempio di Palermo, che come potete vedere mette paletti un po' più fitti.


Ma la stragrande maggioranza che non lo fa è in regola comunque, perché non è previsto. E non è giusto che tutti possano fare un po' come gli pare. Altra questione è poi chi controlli rispetto agli standard stabiliti con la convenzione: in molti casi sono emersi servizi molto inferiori e scadenti rispetto a quelli sottoscritti.

Ma come si è arrivati a questo punto? La legge di riferimento è ancora oggi la n.563 del 29 dicembre 1995, vecchia dei tempi in cui l'immigrazione in Italia arrivava dall'Albania, e che converte il decreto legge n.451 del 30 ottobre 1995. 




Quest'ultimo rimanda al regolamento attuativo, il D.M. n.233 del 2/1/1996, che non prevede alcuna specifica sulla rendicontazione per i soggetti privati. Obbligati ad inviare una "dettagliata relazione sulle attività svolte e sulle spese sostenute" sono soltanto gli enti locali che ottengono rimborsi per far fronte allo stato di emergenza, ma non i soggetti privati.



Soggetti privati (comprese le cooperative) che vengono però previsti fra i soggetti che sono autorizzati ad ottenere "rimborsi diretti". 



Ecco dunque che per loro non c'è alcun obbligo di rendicontazione. La procedura di affidamento prevista da questo decreto ministeriale è d'urgenza: le Prefetture vengono autorizzate a fare affidamenti diretti e la rendicontazione sarebbe fondamentale. Negli anni successivi, poi, è arrivata un'altra legge (D.Lgs. n.142 del 18/8/2015) che si occupa del tema ma che, per quanto riguarda la rendicontazione, fa ancora riferimento alla legge del 1995 (dove la rendicontazione non veniva prevista).



Nel frattempo l'emergenza sbarchi si è aggravata come ben sappiamo: non possiamo più accettare che il costo dell'accoglienza immigrati, 4 miliardi di euro per quest'anno, sia utile solo ad arricchire gli amici degli amici. In fondo chiediamo solo trasparenza: perché non firmare?