venerdì 17 marzo 2017

Immigrati: Richiedenti asilo spacciano a Firenze, Minniti li espella

Il ministro degli Interni Minniti firmi un immediato decreto di espulsione nei confronti degli immigrati, per lo più richiedenti asilo e residenti nei centri di accoglienza, fermati ieri in un blitz delle forze dell'ordine al parco delle Cascine di Firenze. E' quello che chiedo insieme al coordinatore regionale e capogruppo in comune Francesco Torselli alla luce dell'operazione avvenuta antidroga avvenuta ieri e che ha coinvolto in tutto 70 persone. 
Per ognuna di queste persone paghiamo 35 euro al giorno per il mantenimento nei centri di accoglienza in un business che nel 2016 è costato all'Italia oltre 4 miliardi di euro. L'arroganza e la disinvoltura con la quale queste persone compiono atti di criminalità è lo specchio di uno Stato assolutamente incapace di garantire la legalità e gestire l'immigrazione in modo razionale: ora basta, gli italiani sono stufi di questi continui soprusi a danno della collettività, è l'ora di agire con la mano pesante.
Da anni denunciamo la situazione di crescente degrado, prostituzione anche minorile, spaccio di droga, abusivismo e scippi alle Cascine, da anni i chiacchieroni della sinistra riescono soltanto a rispondere con slogan. Ma intanto, nel parco più bello ed importante della città, siamo arrivati a vedere ragazzini che si iniettano siringhe di eroina nel collo in pieno giorno, sotto gli occhi increduli dei passanti. Le Cascine, che secondo Renzi e Nardella sarebbero dovute diventare una sorta di 'Central Park' italiano, oggi sono centro di spaccio e di prostituzione a cielo aperto attive 24 ore su 24, un ricettacolo per i delinquenti che hanno allontanato i fiorentini dalla sua frequentazione. 
Le favole sulla mancanza di agenti da impiegare nel parco non reggono più. 
Se il sindaco non è in grado di tenere sotto controllo del territorio, prima di lasciar cadere intere zone della città nelle mani di delinquenti e spacciatori, faccia un ‘mea culpa’ finale, rassegni le dimissioni e se ne vada a casa.