martedì 15 dicembre 2015

Il consigliere regionale “bestia nera” del premier “Smaschero l’ipocrisia”

Giovanni Donzelli: il consigliere regionale “bestia nera” del premier. “Smaschero l’ipocrisia”

Marzo 2009, ospiti in trasmissione da Santoro, ad «Annozero», siedono il giovane candidato sindaco di Firenze, in maglione viola e col ciuffo ancora ribelle, e un altrettanto giovane consigliere comunale del Pdl. Matteo Renzi ha cominciato a capirlo probabilmente in quell’occasione, mentre quel ragazzo di centrodestra snocciolava cifre a raffica rinfacciandogli i soldi spesi in fiorista o ristoranti negli anni di presidenza della Provincia, che lui, Giovanni Donzelli, oggi in Regione per Fratelli d’Italia, sarebbe diventato la sua spina nel fianco.
Fiorentino come Renzi, stessa età (classe 1975), scout pure lui, pur se in un altro gruppo («qualche volta la mamma di Renzi veniva a cucinare nei nostri campi»), un periodo di lavoro come strillone per l’azienda di papà Renzi, la vita di Giovanni si intreccia presto a quella di Matteo. In comune anche la passione politica, ma su fronti diversi: l’attuale premier si iscrive ragazzo al Ppi, poi confluisce nella Margherita e infine nel Pd; Donzelli si regala l’iscrizione al Fuan per il diciannovesimo compleanno, tra le lacrime della mamma di sinistra e la disapprovazione del fratello Niccolò (oggi renziano), e segue la strada del centrodestra, Alleanza Nazionale, Pdl, Fratelli d’Italia. La politica li porta a incontrarsi (e scontrarsi) in Consiglio comunale: uno sindaco, l’altro all’opposizione.

Da allora, dove c’è un’accusa a Renzi, uno scontrino da spulciare o una poltrona da rimproverare, Donzelli c’è. E si intenda poltrona in senso stretto: appena eletto a Palazzo Vecchio, Renzi non fa in tempo ad acquistarne una in pelle che Donzelli gli rivolge un’interrogazione in Aula. Il sindaco va in America e dice di aver incontrato Obama, e il suo coetaneo avversario esibisce una foto dove il primo cittadino è sotto al palco del leader americano, non proprio spalla a spalla, intonando in consiglio comunale «Tu vuò fa’ l’americano, ma sei nato a Rignano…». Gli rimprovera la promozione a dirigente nell’azienda di famiglia pochi mesi prima di diventare presidente della provincia, con conseguente aspettativa e contributi pagati dall’ente, punta il dito su un finanziamento ottenuto da una società della famiglia Renzi, fino all’ultima notizia che si sgola a diffondere, quella di un presunto legame tra Tiziano Renzi e l’ex presidente di Banca Etruria.

«Voglio smascherare l’ipocrisia di Renzi: uno che parla di rinnovamento e compra un nuovo aereo blu, parla di consenso popolare ed è a Palazzo Chigi senza essere passato dal voto», elenca Donzelli implacabile. Il suo incubo. Lo stesso Renzi deve essersene accorto presto, se da sindaco, quando il suo principale oppositore si candidò in Regione, lo apostrofò scherzando: «Speriamo che tu ce la faccia ad essere eletto, così ti togli da qui…».

(La Stampa 15/12/2015 - Francesca Schianchi - roma)


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